GIUSTIZIA: CITTADINANZATTIVA, SISTEMA CON “LE OSSA ROTTE”
(AGI) – Roma, 10 nov. – Cittadini che attendono anche oltre trent’anni per ottenere una sentenza definitiva, legali che non spiegano le scelte ai propri assistiti, non li mettono al corrente di possibilita’ diverse dal ricorso alle aule giudiziarie o non li informano delle possibilita’ di fare ricorso al patrocinio gratuito, consulenti tecnici di ufficio che depositano la propria documentazione con anni di ritardo, o che addirittura rappresentano la parte che chiede giustizia e quella che si difende, giudici che rinviano ripetutamente le sedute, o che, all’interno di una stessa causa, vengono piu’ volte sostituiti. Questa la fotografia che emerge dal I Rapporto Pit Giustizia, realizzato da Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva e presentato questa mattina a Roma. “Il rapporto evidenzia la perdita di fiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni – dichiara Mimma Modica Alberti, coordinatore nazionale di Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva – il dibattito e le azioni conseguenti sembrano non essere state in grado di porre rimedio alle cause che rendono inaccessibile e ingiusta la giustizia nel nostro Paese”. I risultati emergono dallo studio dei circa duemila casi seguiti dal Pit Giustizia, il servizio di consulenza e intervento gratuito di Cittadinanzattiva, promosso poco piu’ di un anno fa. E’ un sistema, quello giudiziario italiano, che ne esce con “le ossa rotte”. L’impressione che si riceve, si legge nel dossier, e’ che il cittadino viva una sorta di smarrimento all’interno delle tante facce della giustizia, affrontando cosi’ il suo cammino in questo mondo alla ricerca continua di chiarezza e informazioni.
I cittadini che si sono rivolti al Pit Giustizia sono in maggioranza uomini, risiedono prevalentemente tra il Centro e il Sud (isole comprese), e hanno una eta’ che oscilla tra i 30 e i 60 anni. Il 60% delle persone ha in corso processi civili, nel 20% dei casi penali e solo nel 5% amministrativi. Mentre nel Sud e nel Centro Italia il tema dominante resta quello del sospetto errore medico o diagnostico, al Nord sono centrali le questioni familiari, con separazioni, divorzi e affidamenti. Nel campo della giustizia civile, le materie del contendere sono perlopiu’ i diritti reali (33,6%), seguite dalle questioni di famiglia (19,8%).
In entrambi i casi il cittadino puo’ andare incontro a cause lunghissime, anche dovute ad una scarsa informazione da parte dei propri legali delle possibilita’ di fare ricorso a forme stragiudiziali o forme di conciliazione alternativa: solo il 7% dei cittadini che si sono rivolti al Pit Giustizia vi fanno ricorso. Nell’ambito della voce ‘diritti reali’ hanno un notevole peso (23%) le questioni condominiali, evidenziando anche in questo caso l’aumento del conflitto sociale.(AGI)
Oll (Segue)