ISTAT:50% FAMIGLIE HA DIFFICOLTA’ AD ACCESSO A SERVIZI SOCIALI

(AGI) – Roma, 20 nov. – Nel 2009 le famiglie denunciano difficolta’ di accesso ai servizi di pubblica utilita’, in particolare per il pronto soccorso (54,7%), le forze dell’ordine (38,5%), gli uffici comunali (34,8%), i supermercati (30,3%) e gli uffici postali (27,1%). Permangono differenze a livello territoriale: infatti, le famiglie meridionali hanno piu’ problemi nell’accesso ai servizi, ma il divario diventa piu’ contenuto nel caso dei negozi di generi alimentari e dei mercati. E’ quanto emerge dall’Annuario statistico dell’Istat nel capitolo che affronta i problemi dell’efficienza dei servizi pubblici.

Sempre nel 2009, la popolazione di 18 anni e piu’ che ha utilizzato – continua l’analisi dell’Istat – almeno una volta nell’anno i servizi di sportello varia dal 72,9% degli uffici postali al 46,3% degli uffici anagrafici. In una situazione intermedia (49,8%) si collocano gli uffici amministrativi delle Asl. Rispetto al 2008 aumenta la quota di utenti che dichiarano tempi d’attesa superiori ai 20 minuti per tutti i servizi di sportello considerati. Gli incrementi piu’ significativi si verificano per le operazioni svolte presso gli uffici postali e, in particolare, per quelle che riguardano vaglia (dal 34,6% al 39,6%) e conti correnti (dal 43,6% al 48,6%). Risulta stabile rispetto a un anno prima la partecipazione dei cittadini ad attivita’ sociali e di volontariato. Il 9,2% delle persone di 14 anni e piu’ e’ impegnato in attivita’ gratuite di volontariato, il 9,3% in associazioni culturali, mentre il 16,7% si limita a versare soldi ad un’associazione. Le attivita’ di volontariato coinvolgono l’11,3% dei cittadini over 14 al Nord, l’8,7% al Centro e il 6,9% nel Mezzogiorno. Sempre nel 2009, rimane sostanzialmente invariata la percentuale di persone di 3 anni e piu’ che pratica uno sport con continuita’ (21,5%) o saltuariamente (9,6%). I sedentari, cioe’ coloro che non si dedicano a uno sport ne’ a un’attivita’ fisica nel tempo libero, rappresentano il 40,6%, con le donne piu’ numerose degli uomini (44,8% contro 36,1%). Nel 2008, tre famiglie su quattro sono proprietarie dell’abitazione in cui vivono, mentre quelle che pagano un canone d’affitto rappresentano il 17,1% del totale.

Tra le famiglie in affitto, secondo l’Istat, la maggior parte vive in abitazioni di proprieta’ di un privato (74,1%, nel 2007 erano il 70,8%), il 20,1% in case di proprieta’ di enti pubblici (erano il 22,3% nel 2007). Prosegue nel 2009 il processo di diffusione di alcuni beni durevoli, dal telefono cellulare (presente nell’87,3% delle famiglie), al personal computer (48,7%), alla lavastoviglie (42,5%), ai condizionatori d’aria (30,6%).(AGI)

Bru/Dml