GIUSTIZIA: AVVOCATI, BASTA STERILI CONTRAPPOSIZIONI
(AGI) – Roma, 20 nov. – ‘Non possiamo permetterci ulteriori sterili contrapposizioni sulla giustizia’. E’ l’appello lanciato dal presidente dell’Organismo unitario dell’Avvocatura Maurizio de Tilla, durante la Conferenza nazionale dell’Avvocatura’. ‘Non se lo possono permettere i cittadini, che hanno bisogno di poter contare su un sistema giudiziario capace di fare valere i loro diritti e di dare effettivita’ a quella domanda di sicurezza che, diversamente, rimarrebbe solo uno slogan. Non se lo possono permettere le imprese, per le quali ormai i tempi della giustizia civile rappresentano un costo insopportabile e producono un gap competitivo con gli altri concorrenti europei. E non se lo puo’ permettere il sistema politico e istituzionale che ormai da troppo tempo si fa scudo della questione giustizia per dar corpo a delegittimazioni reciproche e non mettere mai mano ad una seria e indifferibile riforma di sistema’. Gli oltre duemila avvocati che si riuniscono oggi e domani a Roma per la Conferenza promossa dall’Oua, chiedono alla politica di avanzare proposte per una giustizia efficiente. Il confronto, secondo de Tilla, ‘puo’ ripartire dal ‘Patto per la Giustizia’ sottoscritto da Oua, Anm e dalle organizzazioni di rappresentanza del settore in cui sono fissate le priorita’ per avviare un intervento riformatore della macchina giudiziaria. La strada e’ quella del dialogo, ora tocca alla politica percorrerla, evitando di eludere ancora una volta un altro nodo irrisolto: la riforma della magistratura laica’. Oggi, in Italia a fianco degli 8.000 magistrati togati lavorano infatti circa 12mila giudici laici. A questi sono affidati un milione e 500mila processi civili e penali. L’impegno dei giudici laici, rileva de Tilla, ‘non e’ piu’ un’emergenza o una soluzione temporanea del nostro sistema giudiziario; e’ una realta’ importante. Non sono piu’ rinviabili seri interventi di riforma del settore, occorre prevedere efficienti strutture organizzative e logistiche, avviare una compiuta e uniforme regolamentazione basata su una rigorosa selezione nell’accesso, con una formazione adeguata e un forte controllo etico’ ed e’ anche ‘importante prevedere parita’ di ruoli, dignita’ e adeguato trattamento retributivo e previdenziale ed un sistema di incompatibilita’ assoluta che garantisca l’autonomia e l’indipendenza dei giudici laici. Su tutti questi temi – conclude de Tilla – fuori dai palazzi della politica, tra gli operatori del settore e tra tutti coloro che hanno interesse a che la giustizia funzioni, le divergenze sono minime’. (AGI)
Oll