TERREMOTI: INGV, MONITORAGGIO E RICERCA RESTINO COMPITI NOSTRI
(AGI) – Roma, 25 nov. – Nella nota si aggiunge che “il connubio tra ricerca scientifica e monitoraggio e’ una condizione irrinunciabile per lo sviluppo efficace dei sistemi di rilevazione dei fenomeni fisici (terremoti per esempio) e per l’avanzamento della conoscenza sui processi che avvengono all’interno della Terra. Una rete di osservazione (es. sismica, geodetica, etc) ha bisogno di essere continuamente controllata e migliorata, cosi’ come i dati prodotti devono essere continuamente validati ed utilizzati dai ricercatori”. Inoltre “senza questo continuo feed-back non puo’ esserci progresso scientifico ne’ affidabilita’ del sistema stesso di rilevamento”. E questo vale per i terremoti “ma e’ valido per qualunque laboratorio di ricerca: la rete sismologica nazionale, le reti regionali e locali che l’Ingv per statuto deve coordinare e armonizzare, non sono altro che degli enormi laboratori naturali, che in pochi anni ci hanno permesso di capire moltissimo su cosa accade sotto i nostri piedi, e che potranno in futuro portarci a capire ancora di piu’ il fenomeno del terremoto e a fare previsioni quantitative sugli eventi sismici”. Separare i ricercatori che usano i dati delle reti per studiare i terremoti e l’interno della Terra (guidandone lo sviluppo tecnologico, controllando la qualita’ dei dati, sviluppando nuovi algoritmi) dalle reti stesse (e dai tecnologi e tecnici che le realizzano, fanno funzionare e migliorano) “sarebbe come separare un chirurgo dai bisturi, un pilota dai meccanici, un avvocato dal Codice Civile”. I ricercatori dell’Ingv rilevano infine che “la realta’ italiana nelle scienze della Terra viene spesso presa a modello in paesi stranieri proprio perche’ l’Istituto, coagulando diverse tematiche all’interno di una singola istituzione, evita da un lato la dispersione di risorse economiche ed intellettuali, e dall’altro ne favorisce la sinergia”. (AGI)
Vic