GIUSTIZIA: ANM,STIPENDI NON ALTI – AZIONE DISCIPLINARE PER 10%
(AGI) – Roma, 3 dic. – Circa l’adeguamento automatico degli stipendi, osserva l’Anm, quella che impropriamente viene chiamata “scala mobile”, in realta’ e’ un allineamento triennale posticipato del trattamento economico, introdotto dall’art. 11 L. 2 aprile 1979 n.97 [piu' volte modificato], che prevede che gli stipendi dei magistrati, in quanto non contrattualizzati, vengano adeguati di diritto ogni triennio in una misura percentuale pari alla variazione verificatasi, nello stesso periodo, nel comparto della cd. amministrazione pubblica allargata. Il legislatore ha fatto ricorso, dunque, ad un sistema automatico, che facesse recuperare ai magistrati, se pur con un ritardo di tre anni, gli incrementi stipendiali gia’ ottenuti dal cd. “pubblico impiego”, in base alla media ufficialmente determinata dall’ISTAT e fatta propria da un DPCM.
In merito al lavoro dei magistrati, l’Anm fa presente che essi, essendo parificati ai dirigenti, non hanno un orario di lavoro, giacche’ devono produrre una ‘obbligazione di risultato’, consistente in sentenze o altri provvedimenti giudiziari e non possono esistere indicazioni sulle ore di lavoro prestate. Dalle tabelle che il Cepej allega – avverte l’Associazione Magistrati – risulta che l’Italia e’ un Paese che deve confrontarsi con un contenzioso civile che non ha pari in Europa (salvo Olanda e Russia). Va segnalato in proposito che i magistrati italiani devono dare risposta ad una domanda di giustizia civile pari a 4.809 procedimenti ogni 100.000 abitanti, che non solo e’ la terza in Europa [subito dopo Olanda (5.819) e Russia (5.023)] ma che e’ ben superiore a quella rilevata in Inghilterra e Galles (3.961) e quasi doppia rispetto a quella presente in Portogallo (2.674), Spagna (2.673), Francia (2.672) e Germania (2.345). Va pure rilevato che la stessa capacita’ di smaltimento degli affari civili [annualmente sopravvenuti ogni 100.000 abitanti] da parte dei giudici italiani e’ alta, essendo la terza in Europa [dopo Olanda e Russia] con ben 4.516 procedimenti civili definiti ogni anno, a fronte dei 2.996 del Portogallo, dei 2.571 della Francia, dei 2.501 della Spagna, dei 1.929 della Germania, dei 1.332 dell’Austria, degli 86 dell’Inghilterra e Galles.
Nel settore penale, dai dati tratti integralmente dal Rapporto CEPEJ 2008, risulta che, sia pure tra sistemi europei diversi e difficilmente comparabili, l’Italia ha uno dei massimi livelli quantitativi e qualitativi. Va segnalato – osserva ancora l’Anm – che i magistrati italiani ricevono la piu’ alta domanda di giustizia penale in Europa. Essa e’ stata pari, nel 2006, a 1.230.085 nuovi procedimenti [soltanto per le cd. infrazioni gravi], ben superiore agli 854.099 della Germania ed addirittura doppia rispetto ai 609.564 della Francia, 437.000 della Russia, 392.288 di Inghilterra e Galles e 240.000 della Spagna. (AGI)
Red (Segue)