POLIZZE DORMIENTI: CONSUMATORI ANNUNCIANO CLASS ACTION
(AGI) – Roma, 11 gen. – Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori preannunciano una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e Ina sulle cosiddette ‘polizze dormienti’. “Alcune decine di milioni di euro – sostengono in una nota – sono stati acquisiti dal Ministero dell’Economia sui conti e sulle polizze dormienti. Come si ricordera’ la prescrizione prevista dalla legge e’ di 2 anni per le polizze vita e di 10 anni per i conti dormienti. Due tutele notevolmente diverse”. “Nel contratto di Poste Vita – spiegano ancora – si precisa in merito alla prescrizione “tuttavia Poste Vita S.p.A. rinuncia a tale diritto (prescrizione di due anni) e corrisponde il capitale in caso di morte, purche’ la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni” (termine della prescrizione ordinaria di cui all’art 2946 del Codice Civile che stabilisce 10 anni di prescrizione per i casi di eredita’). Nei confronti di Poste Vita e Ina, quindi, esistono i presupposti perche’ le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell’Economia. Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono una causa collettiva piuttosto che una class action “perche’ la procedura e’ piu’ semplice, perche’ non sono previsti costi di pubblicita’, perche’ il risultato giuridico e’ lo stesso, perche’ la causa collettiva e’ gia’ disciplinata dal Codice di Procedura Civile”.
Gli interventi sul governo per risolvere il problema non hanno prodotto alcun risultato, continuano le associazioni: “Prima ci siamo rivolti al ministro Tremonti chiedendo un provvedimento del Governo che correggesse la normativa, unificando a 10 anni la prescrizione per tutti, ma senza ottenere alcun risultato. Poi ci siamo rivolti al sottosegretario Saglia con un emendamento che lo stesso si era impegnato a presentare nel Milleproroghe relativo alle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti, ma senza ottenere, anche in questo caso, alcun risultato”. Adesso Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori “chiedono ai Gruppi Parlamentari di presentare l’emendamento in occasione del dibattito parlamentare per la conversione del decreto Milleproroghe (emendamento che si basa sull’impossibilita’ degli eredi di accettare o rifiutare l’eredita’ entro 10 anni dall’evento)”. (AGI) Red