* CGIL, A PALERMO 5 MESI PER PERMESSO DI SOGGIORNO
(AGI) – Palermo, 25 feb. – Oltre 5 mesi per il rinnovo del permesso di soggiorno. Questi i tempi attuali di attesa all’ufficio immigrazione della Questura di Palermo. Un ritardo ingiustificato, protesta la Cgil, che crea un clima di sfiducia negli immigrati che risiedono a Palermo. Il responsabile dell’ufficio stranieri della Cgil, Zaher Darwish scende in campo per denunciare le disfunzioni dell’ufficio immigrati e le promesse disattese di una collaborazione piu’ attiva con il sindacato, anche in vista della mole di lavoro che arrivera’ con il nuovo decreto sui flussi di ingresso di stranieri in Italia atteso a giorni. “Un anno fa – spiega – avevamo accolto con plauso il cambio di direzione all’ufficio immigrazione della Questura di Palermo. Avevamo avuto le garanzie che si sarebbero mantenuti i ritmi periodici delle procedure dell’ufficio e il clima di collaborazione tra l’ufficio e le associazione del volontariato sociale e i sindacati. Purtroppo – dichiara Zaher Darwish – dobbiamo constatare che sono state disattese tutte le garanzie di funzionalita’ dell’ufficio, dei servizi alle famiglie di immigrati e della collaborazione stessa con il mondo sociale”. Mentre fino a un anno fa si riusciva a completare tutto l’iter di rilascio e di rinnovo dei permessi di soggiorno entro un mese, rispettando anche i tempi indicati nella normativa stessa, oggi un immigrato deve attendere oltre 5 mesi. “Se tutto va bene – aggiunge il responsabile della Cgil – e durante questo periodo tutta la vita degli immigrati e’ sospesa, le possibilita’ lavorative, gli affetti e alle volte anche esigenze vitali”. A nulla sono serviti i richiami dei sindacati e le proposte di collaborazione. “Le richieste le avevamo fatte al fine di snellire il carico di lavoro dell’ufficio immigrazione. L’intervento delle associazioni del volontariato viene evitato, con l’unico risultato del ritardo negli adempimenti dell’ufficio immigrazione e nell’alimentare negli immigrati un clima di paura e di sfiducia nei confronti dell’amministrazione pubblica in generale, creando i presupposti di una debolezza sociale tale che ha rischiato e rischia di sospingere migliaia di immigrati nella clandestinita’ o peggio ancora di farli diventare preda di fenomeni di sciacallaggio”. (AGI)
Red/Mld/Van