ABORTO:S.VINCENZO, SENTENZA MONZA PENALIZZA PADRE NASCITURO
(AGI) – Roma, 31 gen.- “Esprimiamo la nostra piu’ viva preoccupazione per la sentenza emessa dal Tribunale di Monza nei giorni scorsi in base alla quale una donna ha diritto di interrompere la gravidanza entro i 90 giorni previsti dalla legge 194, anche se il padre del concepito si dichiara contrario all’aborto. Tutto cio’ fa emergere l’inadeguatezza della legge 194 a regolamentare casi nei quali i due genitori si trovano su posizioni diverse sul futuro del concepito”.. E’ questo il commento di Nicola Di Stefano, Presidente dell’Opera Speciale Sanitaria S. Vincenzo, costola della Societa’ di S.Vincenzo de’ Paoli., dedicata al volontariato nell’assistenza sanitaria.
“Fermo restando che per una associazione cattolica come la nostra il soggetto da tutelare rimane il concepito, dal momento che la vita e’ un dono divino, riteniamo che vada riaperto il dibattito sulla legge 194 che in questo come in altri casi non si rivela adeguata a regolamentare una materia cosi’ complessa come il diritto alla vita”, ha proseguito Di Stefano. “Occorre inoltre educare i cittadini sul valore della vita, sullo sviluppo biologico dell’essere umano nelle varie fasi della gestazioni, sulla differenza fra anticoncezionali e farmaci abortivi per consentire a tutti di adottare una scelta consapevole in caso di interruzione volontaria di gravidanza. Purtroppo su questi argomenti c’e’ ancora troppa ignoranza e in molti casi si prendono posizioni solo per portare avanti scelte ideologiche”, ha concluso Di Stefano. (AGI)
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