CALDO: EMERGENZA AFA, A PESCARA C’E’ ANCHE NUMERO EMERGENZA
(AGI) – Pescara, 29 giu.- Il numero di telefono promosso dal Comune per fronteggiare l’emergenza afa sara’ operativo dal primo luglio, dalle 8 alle 24 – ha annunciato oggi il sindaco D’Alfonso. Il 118 ricevera’ invece le chiamate per i ricoveri in ospedale. Alle iniziative promosse dall’amministrazione, se ne aggiungeranno anche altre. Come annunciato ieri, infatti, il Corpo forestale dello Stato ha messo a disposizione un’area verde dove gli anziani possono cercare refrigerio, a cui si potrebbe aggiungere la caserma dei vigili del fuoco di viale Pindaro. Una sollecitazione in tal senso potrebbe arrivare nei prossimi giorni dal prefetto, Giuliano Lalli. Dal 15 luglio poi – ha annunciato il prefetto – sara’ disponibile, per delle visite guidate, anche la sede della Polgai dove i “nonnetti” potranno ottenere dei consigli utili, oltre che stare al fresco, “unendo l’utile al dilettevole”.
Sempre per informare gli anziani su come comportarsi in caso di temperature elevate si e’ pensato di mettere a punto un vademecum con i consigli utili da seguire nelle giornate particolarmente afose. Il pieghevole sara’ presto distribuito. La popolazione a rischio, per via del caldo, e’ particolarmente numerosa. A Pescara ci sono 281 persone con piu’ di 95 anni, 2.987 persone da 85 a 84 anni, 10.165 persone da 75 a 84 anni e 14.684 persone da 65 a 74 anni. Di questi i celibi e le nubili con piu’ di 75 anni sono 1.042 mentre i vedovi sono 6.184, e i divorziati e i separati 139.
“Questa fascia della debolezza – ha fatto notare il sindaco – comprende circa 7300 persone”, e uno dei problemi degli anziani – ha sottolineato il prefetto e’ che “molti di loro non vogliono uscire di casa o hanno remore a raggiungere le varie strutture che possono prestare loro soccorso”. Oltre alle forze dell’ordine, che sono sempre a disposizione, contribuiscono al piano anti-caldo la Caritas, la mensa di San Francesco, la Croce Rossa, il Volontariato Vincenziano, l’associazione Asso e le parrocchie. Tra l’altro, si sta attivando un meccanismo per sensibilizzare e coinvolgere anche i medici di base. (AGI)