COOPERAZIONE: D’ALEMA, MOVIMONDO DA 30 ANNI PARTNER MAE

(AGI) – Roma, 29 nov. – Movimondo collabora con il ministero degli Esteri, attraverso la Cooperazione allo sviluppo, da oltre 30 anni, ben prima che Donato Di Santo diventasse sottosegretario. Cosi’ il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha risposto a Sandro Bondi che, durante il ‘question time’ di oggi alla Camera, gli ha chiesto conto dei progetti finanziati a un’organizzazione non governativa guidata in passato da un membro dell’attuale esecutivo.
“Movimondo opera nel settore del volontariato a oltre 35 anni e da circa 30 e’ partner della cooperazione italiana”, ha ricordato. “L’idoneita’ e’ stata rinnovata nel 1988 ai sensi della legge di riforma della cooperazione” e “da ultimo nel 2001″, ha spiegato ancora. “Dal 2001 a oggi sono state approvate dal comitato direzionale del Mae oltre 30 iniziative di Movimondo, 24 delle quali riguardano programmi di durata biennale da realizzarsi nei paesi in via di sviluppo”, ma “la presidenza dell’attuale sottosegretario Di Santo riguarda solo il periodo aprile 2004-maggio 2006″.
Non solo. Tutti i progetti sottoposti al ministero devono seguire un preciso e rigido iter burocratico. La rendicontazione “viene presentata al Mae e regolarmente approvata dal ministero dell’Economia”, ha sottolineato il capo della Farnesina, “a oggi dei 30 progetti approvati sono state vagliate e liquidate 75 rendicontazioni parziali e totali”.
Movimondo e’ stata sottposta a controlli dell’ufficio antifrode dell’Unione europea (Olaf). Come ha spiegato il ministro, “i controlli Olaf riguardano esclusivamente i finanziamenti della commissione europea e non comportano ‘de iure’ alcuna sospensione automatica dei finanziamenti nazionali i quali sono regolati dalla normativa italiana”. Inoltre, l’indagine di Olaf “riguarda iniziative assunte da amministratori di Movimondo che non sono piu’ in carica e sono stati allontanati da alcuni anni”. E in questo periodo Movimondo ha continuato a ricevere finanziamenti dalle agenzie delle Nazioni Unite, come Fao, Ifad e Unicef.
Il ministro poi non ha mancato di ricordare che l’ong ha lavorato a stretto contatto anche del precedente governo di centrodestra: “Il programma ‘Forse Dio e’ malato’ approvato il 9 ottobre del 2006 dal Mae” per “un contributo da 230mila euro… e’ stato segnalato dal ministero dei Beni culturali come opera di interesse culturale nazionale nell’ottobre del 2005″.(AGI)
Sab