VOLONTARIATO: ASSOCIAZIONI SCRIVONO A DEL TURCO SU ALBO
(AGI) – L’Aquila, 30 ott. – “Molte, troppe organizzazioni di volontariato, ad oggi piu’ di 60, tutte realta’ da tempo attive in regione, sono state cancellate dall’Albo regionale per aver presentato documentazione in ritardo sui tempi stabiliti dall’Ufficio per il volontariato o per altri motivi amministrativi, e sappiamo che molte altre stanno per subire la stessa sorte”. E’ quanto srivono le associazioni abruzzesi di volontariarto ina una lettera inviata al presidente Ottaviano Del Turco. Le associazioni – scrivono i responsabili – “purtroppo hanno ricevuto e continuano a ricevere da questa cancellazione un danno certo, immediato e quantificabile come la regresso da convenzioni, l’impossibilita’ di partecipare a bandi pubblici, la decadenza da normative fiscali e via dicendo. La legge 266 del 1991, approvata proprio per riconoscere, valorizzare e favorire la crescita del volontariato, cosi’ come la legge regionale 37 del 1993, non prevedono – ricordano le associazioni – alcuna sanzione per chi non presenta documentazione, ne’ tanto meno fissano termini di scadenza perentori. A questa difficile situazione si e’ giunti dopo che, due anni fa, l’ufficio di competenza ha deciso di cambiare politica nei confronti dell’albo assumendo decisioni sempre piu’ “fiscali”, come nel caso della cancellazione delle associazioni. Una situazione che non e’ cambiata neanche dopo che i Centri Servizi per il Volontariato di tutta la regione hanno tentato una mediazione per trovare soluzioni adeguate: l’Ufficio per il volontariato, infatti, e’ andato dritto per la sua strada, al punto che alcune associazioni escluse hanno deciso di ricorrere al Tar. Per tutto questo, quindi – concludono le associazioni rivolgendosi a Del Turco – le chiediamo di intervenire personalmente affinche’ venga rivista la situazione di ogni associazione tenendo conto solo di cio’ che stabilisce la legge. Le chiediamo, inoltre, che, qualora si ravvisassero lacune normative, esse vengano sanate riscrivendo la legge stessa, mantenendo al centro dell’attenzione sempre e comunque chi, con tanta passione e senza remunerazione ne’ vantaggio alcuno, lavora nel sociale a favore dell’intera collettivita’”. (AGI)
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