IMMIGRATI: AMATO, SE RISOLVESSE PROBLEMA,CHIUDEREI TUTTI I CPT

(AGI) – Roma, 31 gen. – “Condivido l’impostazione del Rapporto – ha proseguito Amato -: qual e’ il senso dei Cpt nel tenerli aperti, se chiuderli risolve il problema? Abbiamo delle persone davanti a noi: parliamoci. Non e’ possibile trattare allo stesso modo chi collabora e chi ostinatamente si rifiuta di farlo. Certo, scoprire che in Italia si puo’ restare 10 anni in galera senza che si scopra la propria identita’ dovrebbe essere trattato come uno scandalo, dovremmo urlare. Chi ha fatto del male va punito ma devo sapere chi e’, non posso tenerlo tanti anni in una cella, e’ un problema di civilta’”. Il ministro dell’Interno ha invitato a non trattare tutti i Centri allo stesso modo, “a distinguere tra Centri di permanenza e Centri di accoglienza, perche’ di questi ultimi abbiamo bisogno e possiamo spartirne la responsabilita’ con gli enti locali e con il volontariato”. C’e’ spazio anche per un invito alla trasparenza: “Una cosa da fare e’ dare a noi stessi e al paese una tabellina chiara di quanto ci costano in un anno tutti i Centri, distinti per tipologia, in modo da capire come utilizzare diversamente le risorse liberate riducendo il numero dei frequentatori”.
Quanto al Rapporto, “va letto con estrema attenzione e va commentato dopo averlo letto, anche per rispetto verso chi ci ha lavorato”. Anche perche’ dalla lettura emergono dati sorprendenti, come quello secondo cui 1/3 della popolazione dei Cpt e’ costituito da rumeni: con l’allargamento dell’Europa a 27 – ha concluso Amato – abbiamo svuotato statisticamente di 1/3 i Cpt, portando la popolazione da 22mila a 14mila unita’”. (AGI)
Bas/Bre