INFERMIERA UCCISA A CATANIA: IL RICORDO DEL SUO PRIMARIO
(AGI) – Catania, 23 feb. – “Cettina Barbagallo era una persona stupenda, oltre ad essere un’infermiera professionale straordinaria”. E’ il ricordo di Antonio Scavone, primario del reparto Radiologia e Tac dell’ospedale Garibaldi di Catania nonche’ attuale direttore generale dell’Asl 3 di Catania: in quel reparto l’infermiera uccisa e chiusa in una valigia, Concetta Barbagallo, 55 anni, ha prestato servizio per moltissimi anni. “Era sempre presente – dice Scavone – era una lavoratrice instancabile. Un’esperta di risonanza magnetica e Tac, ma soprattutto una donna dai modi umani incredibili. Nonostante i turni in reparto era impegnata nel volontariato, soprattutto con il 118. Era bravissima e stupenda. Non posso credere che abbia fatto questa fine orribile. Cettina – aggiunge Scavone – viveva soltanto per il lavoro e per la sua famiglia. Aveva due figli fantastici che le davano grande soddisfazione: uno studente di ingegneria con tutti 30 e lode nel libretto universitario, l’altro infermiere professionale che lavora al 118. Poi aveva una passione infinita per la sua nipotina: era il centro della sua vita. La coccolava e tutto quello che faceva e diceva era mirato a lei”. (AGI)
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