SANITA’: E.ROMAGNA, PARTE DONAZIONE SANGUE CORDONE OMBELICALE

(AGI) – Bologna, 29 mar. – “Assieme a una nuova vita nasce una possibilita’ di cura. Dona il sangue del cordone ombelicale”. E’ questo il messaggio che appare negli opuscoli e nelle locandine realizzate dal servizio sanitario della Regione Emilia Romagna per invitare le future mamme a compiere un gesto gratuito e di grande importanza: dare il loro assenso al prelievo del sangue che rimane nel cordone ombelicale dopo la nascita. Questo sangue, che viene normalmente scartato assieme alla placenta, essendo ricco di cellule staminali in grado di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, e’ invece una risorsa preziosa, utilizzabile per il trapianto in bambini e adulti di basso peso con malattie del sangue e del sistema immunitario. Il sangue del cordone ombelicale e’ infatti la terza fonte di queste cellule staminali, dopo il midollo osseo e il sangue periferico.
La donazione – spiegano gli opuscoli – non comporta alcun rischio ne’ per la madre ne’ per il neonato: il sangue viene infatti raccolto dopo la recisione del cordone ombelicale. Le sacche di sangue raccolte vengono poi analizzate, classificate e conservate nella “banca regionale del sangue cordonale” (presso il Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna) che provvede alla loro distribuzione a Centri trapianto secondo puntuali protocolli clinici e organizzativi. Donazione, conservazione e distribuzione del sangue cordonale seguono procedure contraddistinte da precisi criteri di qualita’ e di trasparenza. Diventare donatrici, e’ scritto ancora negli opuscoli e nelle locandine, e’ semplice: basta rivolgersi, durante il periodo di gravidanza, agli operatori del reparto di ostetricia dell’ospedale scelto per il parto. Questi operatori, ma anche il ginecologo di fiducia, potranno fornire alle donne interessate tutte le informazioni e gli approfondimenti necessari per “fare una scelta consapevole”.
Per la diffusione delle 5mila locandine e dei 60mila opuscoli saranno coinvolti tutti i reparti di ostetricia degli ospedali pubblici, i consultori, le sedi dei servizi delle Aziende sanitarie (a partire dagli Urp, dalle portinerie, dai Cup), i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, le associazioni di volontariato. (AGI)
Ari/Red