‘NDRANGHETA: MELANDRI, STATO INTERVERRA’ PER COOP VALLE MARRO
(AGI) – Catanzaro, 27 apr. – Giovanna Melandri, ministro per le politiche giovanili e le attivita’ sportive, ha commentato il furto subito dalla cooperativa “Valle del Marro” di Gioia Tauro. “La notizia della devastazione, in Calabria, di una cooperativa agricola creata da ‘Libera’ – ha detto – mi riempie di grande indignazione ma voglio dire ai ragazzi che ci lavorano e a tutti coloro che sostengono questa iniziativa che lo Stato e’ al loro fianco, fara’ di tutto per colpire i responsabili di questo gesto infame e per continuare a sostenere il loro impegno quotidiano e la loro attivita’. Da anni l’associazione fondata da don Luigi Ciotti svolge in tante regioni di Italia ferite dalla criminalita’ organizzata un lavoro impagabile di cura e rivalutazione produttiva e sociale delle terre confiscate alla mafia, un lavoro che coinvolge moltissimi giovani in tutta Italia, impegnati a rispondere costruttivamente con il proprio impegno spesso volontario alla molte, troppe mafie ancora presenti nel nostro paese”.
“Colpire ‘Libera’ – secondo Melandri – significa anche tentare di colpire la parte costruttiva della nostra gioventu’ che e’ impegnata nell’associazionismo, nel volontariato sociale, nei movimenti e che non ha paura di rispondere, con progetti concreti, all’illegalita’ diffusa che mortifica molte aree soprattutto del Mezzogiorno d’Italia e che rifiuta la pericolosa idea che con la mafia si possa e si debba ancora convivere. Si tratta di quelle migliaia di ragazze e ragazzi, che si sono ritrovate lo scorso marzo in piazza a Polistena, in occasione della ventesima giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e del cui quotidiano impegno e coraggio i giornali parlano poco. Questo tentativo va respinto dalle istituzioni, dalla societa’ e dai ragazzi prima di tutto in nome dell’amore per la liberta’ e la giustizia. A don Luigi Ciotti e agli amici della cooperativa agricola Valle del Marro – ha concluso il ministro – esprimo tutta la mia solidarieta’ per l’attentato subito, nella convinzione che con le mafie esista un’unica modalita’ di relazione da parte dello Stato e delle istituzioni: la battaglia, lunga, strenua, senza quartiere e senza requie”. (AGI)
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