UCCISE PER GRAFFIO SU AUTO A PALERMO: NON ANDRA’ IN CARCERE

(AGI) – Palermo, 27 apr. – Potrebbe tornare presto libero Salvatore Mannino, accusato di aver picchiato fino a ucciderlo un impiegato dell’azienda del gas, Simone La Mantia, “colpevole” di avere graffiato la sua auto. Il 72enne titolare di un’agenzia di pompe funebri di Palermo era stato condannato con il rito abbreviato a sei anni di carcere lo scorso 5 giugno dal gup Maria Elena Gamberini. Ora, anche se la condanna e’ diventata definitiva, l’applicazione dei tre anni di indulto, dimezzando la pena, servira’ a tenerlo fuori dal carcere, anche grazie alla sua eta’ avanzata, dopo appena sei mesi di detenzione. E’, cosi’, ritenuta concreta la possibilita’ che non torni in carcere, o che ci rimanga per poco tempo o al piu’ vada ai domiciliari.
L’avvocato della famiglia afferma, a questo punto, di sperare nella giustizia civile, perche’ venga riconosciuto alla famiglia un giusto risarcimento. Un anno fa fu assolto il figlio di Mannino, Natale, perche’ secondo il gup non colpi’ La Mantia. La violenza si scateno’ il 2 ottobre del 2004 davanti al negozio di Mannino, quando La Mantia, facendo manovra con la sua auto’, graffio’ la vernice della vettura dell’impresario funebre. Venne aggredito e pestato brutalmente sotto gli occhi della moglie Irene Libreri e di una dei suoi quattro figli, una bambina di 4 anni. Secondo quanto accertato dalla perizia, fu colpito al nervo vagale sul collo, in un punto che secondo una casistica molto rara puo’ risultare fatale. (AGI)
Mrg