CORPORATE GOVERNANCE: SCARONI, TESTO CADBURY E’ PER ME BIBBIA

(AGI) – Roma, 29 mag. – In particolare, tre sono gli argomenti che il numero uno di Eni ha ricordato come emblematici dell’opera di Cadbury. “Nel libro – ha spiegato – si da’ molta importanza alla responsabilita’ sociale dell’impresa, soprattutto della grande impresa, che e’ paragonabile a un contratto che essa stipula con il territorio dove opera. L’autore spiega che all’azienda e’ consentito operare su quel territorio solo se opera nell’interesse a lungo termine del territorio stesso. Il tema della sostenibilita’ l’ho introdotto fin dai tempi in cui lavoravo in Gran Bretagna e poi durante la mia esperienza all’Enel. Infine anche all’Eni che, la settimana scorsa, ha presentato il suo primo bilancio di sostenibilita’”.
Il secondo punto citato da Scaroni attiene al grande “pragmatismo” che contraddistingue il testo inglese che dedica ampio spazio alla descrizione di come si svolge un consiglio di amministrazione, “non risparmiando dettagli pratici come le caratteristiche della sala in cui si riunisce il cda, il tipo di sedie, l’illuminazione e cosi’ via perche’ questi elementi sono forma che diventa sostanza e diventano fondamentali per creare quel clima di unita’ che e’ necessario in un buon cda”.
Infine, Scaroni si e’ soffermato sulle “grandi divergenze” che passano tra la responsabilita’ della corporate governance nel sistema anglosassone rispetto a quello italiano. “Mentre in Gran Bretagna questa responsabilita’ e’ appuntata precisamente in capo al ‘chairman’, in Italia il codice civile stabilisce che essa e’ collegialmente del cda. Ma in questo modo – ha concluso Scaroni – si crea un’area grigia in cui nessuno e’ veramente responsabile mentre sarebbe piu’ utile individuare con precisione una figura che poi risponde al mercato, che e’ il giudice dell’azienda”. (AGI)
Mar/Fpg