DRAGHI: L’ITALIA PUO’ FARCELA, RITROVIAMO UN “SENTIRE COMUNE”
(AGI) – Roma, 31 mag. – Obiettivi difficili, ma il numero uno di via Nazionale ci crede: tutti insieme possiamo farcela. “Sono mete raggiungibili”, afferma. Serve pero’ la partecipazione di “tutti noi, ciascuno nel proprio ruolo, senza attardarsi sul rimpianto per le occasioni mancate, ma traendo forza dalla consapevolezza dei progressi compiuti”. Che non sono pochi. “Il Paese”, non manca di rilevare il governatore, “ha trasformato il proprio sistema bancario, ha iniziato a rimettere in ordine la finanza pubblica, ha ripreso a crescere”.
Ed e’ proprio sul risanamento dei conti che Draghi insiste: la strada non deve essere abbandonata. “Perche’ la finanza pubblica torni a essere di beneficio per la crescita e non di freno”, avverte, “occorre che il suo riordino veda meno spese correnti, piu’ investimenti, meno tasse e che soprattutto continui: abbiamo smesso di accumulare debito, non abbiamo iniziato a ridurlo”. Altrettanto urgente e’ mettere mano alla riforma delle pensioni: “Affrontare il problema della previdenza in modo mai definitivo ha un costo in termini di mancata crescita, minori consumi”. Tre le direttrici: alzare l’eta’ pensionabile, manutenzione dei coefficienti prevista dalla legge Dini, avvio della previdenza complementare.
Ma di piu’ deve fare anche il sistema produttivo nonostante i segnali positivi che cominciano ad arrivare dal mondo delle imprese in questi ultimi mesi. “Sarebbe sbagliato concludere”, dice il governatore, “che la crisi di produttivita’ e competitivita’ degli anni scorsi sua ormai dietro le nostre spalle”. La strada da percorrere “e’ ancora lunga”.
C’e’ “un ritardo da colmare” anche sotto il profilo di “un contesto istituzionale che rimane carente, anche se taluni progressi non vanno taciuti”. E “l’istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte e’ necessario”. Ma anche il processo di apertura dei mercati deve proseguire. “Nel settore energetico”, sostiene Draghi, “laliberalizzazione e’ stata finora esitante”. E “ritardi e problemi si addensano nel comparto dei servizi pubblici locali”. Ancora troppe “le manchevolezze della nostra giustizia civile”. (AGI)
Mau