PROVINCIA CAGLIARI: CONSIGLIO CON ADMO PER CULTURA DONAZIONE

(AGI) – Cagliari, 27 nov. – Diffondere la cultura della donazione, non solo con aiuti materiali concreti, ma condividendo complessivamente la missione dei volontari dell’Admo. E’ l’impegno assunto dal presidente del Consiglio provinciale Roberto Pili, durante un incontro con i consigli direttivi delle associazioni di donatori di midollo osseo e di cellule staminali della Sardegna, del Veneto, della Campania e della Basilicata (che rappresentava anche il Lazio) e i rispettivi presidenti Licinio Contu, Giovanni Cacciatori, Rosa Esposito e Rosa Viola. Le cinque associazioni regionali hanno deciso di collaborare nella promozione della donazione, unendosi nella Federazione ADOCES (Associazioni donatori di cellule staminali).
“Il Consiglio provinciale – ha detto Pili – puo’ assumere un ruolo da protagonista nel sostenere e rafforzare la cultura della donazione. Il primo passo potrebbe essere l’adozione di un ordine del giorno da trasmettere a tutti i consigli provinciali d’Italia per chiedere una dilatazione dell’eta’ dei donatori, sia per l’iscrizione che per la permanenza nei Registri regionali e nazionale. Contestualmente – ha aggiunto -con le commissioni e gli assessorati provinciali competenti potremmo mettere in campo una serie di iniziative culturali e informative attraverso l’utilizzo del sito internet della Provincia”.
Nell’incontro, svoltosi nell’ex cappella della Provincia, in una lunga e appassionata relazione, Licinio Contu, precursore dei trapianti in Sardegna, fondatore e tuttora leader dei volontari sardi dell’Admo, ha sviscerato una serie di numeri e di statistiche che fanno pensare a una fase di appannamento nell’inserimento dei donatori negli appositi registri. “Il registro italiano ha bisogno immediatamente di almeno altri centomila donatori – ha detto Contu – ed e’ indispensabile incrementare gli sforzi del volontariato, magari modificando le strategie di contatto verso il target dei potenziali donatori e usando tutti i mezzi e le tecnologie possibili”. Contu ha anche evidenziato il progressivo invecchiamento della popolazione, che ha l’effetto di impoverire i registri dei donatori con la cancellazione dei cinquantacinquenni. Attualmente, il numero dei “dimessi” dai registri supera, anche se di poco, il numero dei nuovi iscritti. Le associazioni regionali hanno inoltre esaminato l’attuazione della normativa nazionale e regionale, la destinazione dei finanziamenti per la gestione del registro nazionale, lo stato dei centri di tipizzazione, la qualita’ e i tempi dei controlli, convenendo sulla necessita’ di dialogare, scambiare esperienze e strategie, unirsi nella rivendicazione di un ruolo fondamentale nel reperimento dei donatori (in Germania vi sono due milioni di donatori iscritti nei registri, a fronte dei 350 mila italiani e ai 19.000 “rimasti” nel registro sardo, dopo aver superato i 22.000). Soprattutto, sara’ forte e comune la richiesta di portare l’eta’ dei potenziali iscritti almeno a 45 anni, con tutti i livelli di controllo, e di impedire l’automatica esclusione dei donatori ai 55 anni: a tutti sembra piu’ opportuno creare una sorta di registro di riserva che preveda accurati controlli individuali. Tutte le associazioni presenti hanno chiesto una maggiore attenzione del mondo politico e delle istituzioni, invocando l’attuazione piena del valore “costituzionale” della sussidiarieta’. (AGI)
Sol/Sol