UE: MONTANI, SOCIETA’ CIVILE ITALIANA DIALOGA POCO CON EUROPA
(AGI) – Palermo, 30 nov. – “In Italia la societa’ civile organizzata e’ una realta’ ancora troppo frammentata, e’ un’insieme di isole che dialogano poco tra loro. Questo si riflette su una collaborazione lacunosa tra le istituzioni europee e il cittadino”. Lo ha detto Elena Montani, responsabile per la societa’ civile organizzata della Commissione europea in Italia, intervenendo alla terza e conclusiva giornata del convegno “La societa’ civile organizzata: ruolo e compiti in un’Europa allargata” che si e’ svolto a Palermo. L’incontro, organizzato da Euromed Carrefour Sicilia Antenna Europe Direct, con il sostegno della Regione, e’ una tappa del programma comunitario “Europa per i cittadini”, che ha lo scopo di incentivare la partecipazione attiva dei cittadini e della societa’ civile organizzata al processo di integrazione dell’Ue. Hanno preso parte ai lavori, oltre a rappresentanti di Case d’Europa, Ong, della Romania, Polonia, Repubblica Ceca, Irlanda del Nord e Regno Unito, Portogallo, Italia e Austria, Oliver Henman della Cedag (la piattaforma di coordinamento a Bruxelles delle Ong europee).
“La societa’ civile dovrebbe giocare un ruolo primario nel processo di integrazione tra i Paesi dell’Ue -secondo Montani- Non a caso nel Libro bianco dell’Ue si riconosce pienamente l’importanza della comunicazione e della societa’ civile come organismo da coinvolgere per una reale e fruttuosa democrazia partecipativa. Ma in Italia la societa’ civile deve ancora superare dei gap: le varie ‘piattaforme’ (ong, associazioni di volontariato e enti no profit) dialogano poco tra loro non mettendo a rete esperienze, problemi ed eventualita’ risolutive”. Inoltre, ha rilevato Montani, la societa’ italiana “guarda all’Europa o come un insieme di regole o come un salvadanaio per ottenere finanziamenti” mentre “dovrebbe assumere un atteggiamento piu’ propositivo” e “lavorare concretamente e fattivamente per l’Europa, una ‘realta’ ancora in fieri”. (AGI)
Rap/Mzu