DROGA:COCAINA IN AMBULANZA SU ASSE CAMPANIA-SICILIA,13 ARRESTI

(AGI) – Palermo, 25 feb. – Le “cassate” o i “fuoristrada” erano le partite di cocaina, le “casse da morto” quelle di hashish; “un coso di quelli” era uno dei panetti di hashish che se erano di 200 grammi, diventavano i “motori da duecento”. E’ il linguaggio in codice intercettatato dalle forze dell’ordine che hanno ammanettato a Palermo 13 persone nell’ambito del blitz antimafia, frutto dei due filoni di indagine della polizia di Stato e della Guardia di finanza poi unificati, che ha svelato un florido traffico tra la Campania e la Sicilia. Gli arrestati sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.

Il termine “casse da morto” era peraltro legato all’attivita’ della famiglia Bertolino, finita in manette, che gestiva un’Agenzia funebre nei pressi dell’ospedale Civico di Palermo e che era la copertura dell’attivita’, comoda base logistica e luogo di stoccaggio per lo stupefacente che veniva spacciato abitualmente vicino al Policlinico. Un’ambulanza, intestata a un’Associazione di volontariato, e solitamente parcheggiata davanti all’impresa funebre, veniva usata dalla banda per il trasporto della droga.

In particolare la famiglia Bertolino ha gestito un vastissimo traffico di hashish, marijuana e cocaina reperiti con numerosi viaggi a Napoli e successivamente collocati, dopo taglio e confezionamento, sul florido mercato palermitano tramite una fitta rete di spacciatori al dettaglio, operante prevalentemente nel quartiere Sperone, ma con collegamenti anche con pusher provenienti da altre province. Maurizio, Giuseppe e Stanislao Bertolino, avvalendosi dei cugini, agivano secondo schemi ben collaudati: si approvvigionavano quasi esclusivamente da Emilio Sacra, pregiudicato napoletano. Una volta ricevuto il benestare dal complice, che li assicurava circa la quantita’ e la qualita’ dello stupefacente ordinato, i Bertolino si recavano personalmente a Napoli, imbarcando l’autovettura su una nave traghetto. Rientrati a Palermo, lo stupefacente veniva stoccato in un luogo sicuro e infine venduto all’ingrosso o al dettaglio tramite una fitta rete di pusher organizzata secondo veri e propri turni lavorativi. In una perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire 2,2 chili fra marijuana e hashish. (AGI)

Mrg/Mzu (Segue)