MANOVRA: MD, NORMA ANTIPRECARI LIMITA AUTONOMIA GIURISDIZIONE
(AGI) – Roma, 29 lug. – La norma ‘anti-precari’, applicabile anche ai giudizi in corso, “viola i principi affermati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sul divieto di leggi retroattive in materia civile” e rappresenta un “ulteriore tentativo di limitare l’autonomia della giurisdizione e la concreta tutela del lavoro non stabile”. Lo sottolinea Rita Sanlorenzo, segretaria nazionale di Magistratura democratica, manifestando “grande preoccupazione” e “radicale dissenso” sui contenuti di un intervento legislativo “mirato a ridurre le tutele dei lavoratori a tempo determinato e a ’stabilizzare’ la precarieta’ di gran parte del mondo del lavoro”.
Le modifiche apportate dal decreto legge del 25 giugno 2008 n. 112, attualmente in fase di conversione, al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 e, in particolare, la disciplina sulle conseguenze della nullita’ dell’apposizione del termine, “si muovono – afferma Sanlorenzo – in una direzione assolutamente contraria all’esigenza di tutela dei diritti dei lavoratori”: tali previsioni, “laddove fanno derivare dalla violazione di una norma imperativa, posta a garanzia dei lavoratori, la liberazione del datore di lavoro da ogni vincolo contrattuale, con il solo obbligo di pagamento di un’indennita’ di importo compreso tra 2,5 e 6 mensilita’, a prescindere dalle dimensioni dell’impresa – osserva la leader di Md – stravolgono l’interpretazione data all’art. 1419 codice civile dall’uniforme giurisprudenza della Corte Costituzionale, si pongono in radicale contrasto con i principi di diritto comunitario sul carattere eccezionale del contratto a termine e con i principi della nostra Costituzione posti a tutela del lavoro e della sua dignita’, con conseguente sempre piu’ accentuata precarizzazione dei rapporti di lavoro, in persistente assenza di qualsiasi serio intervento in tema di welfare generale e ammortizzatori sociali”.
Tali proposte di modifica, inoltre, “si pongono in irragionevole contrasto con la recente legge 24 dicembre 2007, n. 247 che ha reso esplicita nel nostro ordinamento – conclude Sanlorenzo – l’indicazione comunitaria (Direttiva 1999/70/CE) di normalita’ del contratto di lavoro a tempo indeterminato”. (AGI)
Red/Oll