IMMIGRATI: ARRIVI A ROMA DA LAMPEDUSA, ACCOGLIENZA AL COLLASSO
(AGI) – Roma, 27 ago. – E’ vicino al collasso il sistema di accoglienza di immigrati e rifugiati a Roma, in seguito al trasferimento nella capitale di circa un migliaio di migranti sbarcati a Lampedusa nelle ultime settimane. A lanciare l’allarme e’ padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, contattato telefonicamente dall’Agi. “La mancanza di una regia dell’emergenza, oltre alla concentrazione su Roma dei voli da Lampedusa”, il presidente dell’associazione fondata dai gesuiti che da 25 anni si occupa dell’accoglienza dei richiedenti asilo politico e degli immigrati a Roma, “avra’ conseguenze pesanti per il futuro controllo del fenomeno”. Tra gli errori nella gestione dell’emergenza, il gesuita ha sottolineato “la cessione ai nuovi arrivati di condomini sulla via Alimena”, mentre “sarebbe stato piu’ opportuno chiedere alle associazioni che gia’ gestiscono centri di accoglienza nella capitale (Centro Astalli, Caritas, Casa dei Diritti Sociali, Sant Egidio, ndr.) di liberare posti, trasferendo negli appartamenti i rifugiati e richiedenti asilo che gia’ lavorano e hanno iniziato il percorso di integrazione”. La mancanza in Italia “di una legge organica sul diritto d’asilo”, ha insistito il religioso, “crea una grave carenza di coordinamento delle istituzioni, nonostante la disponibilita’ alla collaborazione dimostrata sia dall’assessore per le Politiche sociali di Roma, Sveva Belviso, sia dal prefetto della capitale, Carlo Mosca”.
L’associazione centro Astalli fa parte del Tavolo asilo che nelle ultime settimane ha lanciato l’allarme sulla proposta di legge Maroni, secondo cui “un richiedente asilo la cui domanda sia stata respinta in prima istanza dalla commissione territoriale competente, dovrebbe essere subito espulso dal territorio nazionale e rinviato nel Paese in cui e’ fuggito”. In questo modo, hanno spiegato le associazioni del Tavolo asilo, “lo straniero che lamenta di subire nel suo Paese una persecuzione verrebbe rinviato in patria prima che l’autorita’ giudiziaria abbia emesso la propria decisione. E in patria rischia la morte, il carcere o la tortura”. Lo studio ‘Presenze trasparenti – ricerca sulle condizioni delle persone cui e’ stato negato lo status di rifugiato’, promosso dai Centri di Servizio per il Volontariato nel Lazio (Cesv), ha messo in luce che, per il 31,3 per cento degli intervistati, la commissione territoriale per l’esame della domanda d’asilo politico, era composta da un solo commissario invece dei quattro previsti per legge. (AGI)
Red/Gav