TERREMOTO: 100 ANNI FA INFERNO A MESSINA, MA RESTA LA ‘FAVELA’

(AGI) – Messina, 26 dic. – Il terremoto di Messina 100 anni dopo. In memoria del centenario del terremoto dello stretto, il 28 dicembre 1908, domani e domenica sono in programma numerose iniziative. Giungeranno oltre 400 mezzi, colonne mobili del volontariato e 2000 volontari, e i sindaci dei 390 comuni per la cerimonia ufficiale alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e del sottosegretario di Stato con delega alla protezione civile Guido Bertolaso. Domenica una fiaccolata commemorera’ le oltre 80 mila vittime di Messina e le 15 mila di Reggio Calabria: si snodera’ lungo via Garibaldi, piazza Cairoli, via Cannizzaro, via Cavour per concludersi al duomo di Messina.

Le due citta’ piombarono nell’inferno alle 5.21 del mattino, nella piena oscurita’ e con gli abitanti immersi nel sonno: uno dei piu’ potenti terremoti della storia italiana, 7,1 gradi della scala Richter (11-12 della scala Mercalli), cui fece seguito un terribile maremoto, devasto’ le coste della Calabria e della Sicilia, distruggendo radicalmente numerosi centri abitati tra cui le citta’ di Reggio e di Messina. Numerosi centri abitati furono distrutti. Messina perse il 90% dei suoi edifici ed enormi danni furono riportati anche a Reggio Calabria. Massicci gli aiuti che giunsero dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Ma quel terribile sisma non si e’ ancora concluso per alcune migliaia di persone, per quella povera gente che continua a vivere in baracche di mattoni rossi, cartongesso, legno, lamiera e tetti in eternit, su un’area di 54 mila metri quadrati, tra topi e umidita’. Secondo un’interrogazione dei parlamentari dell’Idv al presidente del Consiglio e ai ministri competenti, in questa case fatiscenti che sono “una vergogna nazionale” vivono circa 12 mila persone oltre 3.300 famiglie. Per questo chiedono di far terminare “l’umiliazione inflitta ad esseri umani trattati come scarti”. Alla vigilia di Natale l’arcivescovo di Messina, monsignor Calogero La Piana, aveva tuonato: “Il centenario del terremoto arriva in un momento di precarieta’ e incertezza nel mondo del lavoro, ma anche di gravi eventi, come l’alluvione dei giorni scorsi. Tutte situazioni che aumentano il numero di coloro che attendono ancora un tetto sicuro, intervengano dunque al piu’ presto le istituzioni”. Aveva puntato il dito contro “l’offuscamento dei genuini valori umani, crollo di tante certezze ma anche su scandali “per illegalita’ e immoralita’”, chiedendosi: “Non e’ anche questo, miei cari, un autentico terremoto che sconvolge la vita di milioni di persone? Non crollano di certo le case e i palazzi, ma si frantuma il tessuto civile, sociale, culturale, spirituale e morale”. I primi aiuti arrivano dalle navi ancorate al porto di Messina. (AGI)

Mrg