CRISI: L’ALLARME DELLA CARITAS, FAMIGLIE SEMPRE PIU’ POVERE

(AGI) – Roma, 30 dic. – La Caritas si sta organizzando per far fronte alla nuova emergenza. “Dai servizi di prima accoglienza – spiega Di Tiora -, che caratterizzano da sempre la nostra attivita’, stiamo indirizzando i nostri sforzi proprio verso queste fasce mediane di disagio sociale. A Roma e’ ormai attivo da vari mesi l’Emporio della Solidarieta’, che e’ un tipo di servizio pensato proprio per le famiglie che si trovano in una situazione di comprovata difficolta’ economica e che qui possono scegliere cio’ di cui hanno bisogno. Non solo cibo, ma anche pannolini, quaderni, generi comunque essenziali”.

Ma a Roma ci sono anche i nuovi clochard…”Sul fronte dell’accoglienza degli stranieri – prosegue il direttore della caritas della capitale – il problema e’ tornato ad esplodere in questi giorni con le esondazioni del Tevere e dell’Aniene prima e poi con la tragedia di Castelfusano. Come lo si puo’ affrontare in maniera piu’ risolutiva? Il problema esiste da anni ed e’ comune un po’ a tutti i grandi contesti metropolitani. La prima difficolta’ con cui ci misura e’ quella di avere una mappatura precisa delle situazioni di disagio e quindi dei bisogni. Mi rendo conto della difficolta’: stiamo parlando non solo di insediamenti abusivi, ma di strutture fatiscenti che possono rimanere in un posto per pochissimo tempo, spesso difficili anche solo da individuare. Detto questo, da parte del volontariato, delle associazioni, della pubblica amministrazione e degli enti locali ci deve essere la consapevolezza della necessita’ di fare rete. Di lavorare insieme in un’ottica di diffusione della conoscenza e di coordinamento.

E alla vigilia di Capodanno che fara’ la Caritas? “Ci saranno le iniziative che fanno ormai parte della nostra tradizione – spiega Di Tora -: il cenone, l’incontro e la tombolata organizzati in tutti i nostri luoghi di accoglienza, in primis all’ ostello via Marsala. Dai primi di gennaio poi, per far fronte alla nuova ondata di freddo, stiamo lavorando insieme ad altre realta’ associative per aprire nuove strutture di accoglienza.(AGI)

Red