ANIMALI: SANTANCHE’, SERVE UNA AUTHORITY PER DIFESA DIRITTI

(AGI) – Roma, 30 apr. – “Una Authority per difendere i diritti degli animali”. La propone Daniela Santanche’, che ne parla nella sua rubrica mensile sul magazine free press Pocket.

“Pochi, ma essenziali, gli obiettivi da raggiungere. Coordinare organismi di sorveglianza autorizzati al controllo di tutte le strutture (canili, rifugi, allevamenti) attraverso ispezioni improvvise e delegate alla revoca immediata di permessi e autorizzazioni ove non venga riscontrata la completa adesione alle norme vigenti a tutela della dignita’ degli animali; sorvegliare e regolamentare tutte le attivita’ riferibili alla sperimentazione animale; riconoscere il valore del servizio di volontariato, attraverso una formale certificazione da parte delle Istituzioni. Oltre ad una battaglia attenta e mirata per frenare il fenomeno del randagismo. I numeri sono allarmanti – aggiunge La Santanche’ – il ministero della Salute (cifre aggiornate a gennaio 2008) parla di mezzo milione di cani randagi sul territorio, di cui soltanto 149 mila ospitati nei canili”.

“Oggi in Italia, ma non solo, tra l’indifferenza e la cattiveria piu’ disumana – prosegue ancora – si continuano a infliggere agli animali che non hanno la fortuna di avere un ‘buon padrone’, condizioni di vita non degne di una societa’ evoluta, in barba a quella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale proclamata il 15 ottobre 1978 nella sede dell’Unesco a Parigi. Il termine ‘diritto’ fu adottato volutamente per andare ad indicare il parallelo con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, anzi ne fu, se vogliamo, un’estensione. Il riconoscimento di ’status’ dato agli animali, anche se sul piano giuridico-legislativo non aveva valore, doveva comunque essere inteso vincolante per tutte quelle persone e quei paesi che avevano fatto della propria cultura una scelta di progresso e civilta’, fu il primo passo ufficiale. Si e’ capito piu’ tardi che per la coesistenza e il rispetto tra l’uomo e l’animale anche la legge doveva fare la sua parte ed e’ per questo che dopo quella data sono state emanate numerose disposizioni, finalmente anche penali, che confermano i diritti degli animali ed estendono la disciplina legislativa ad ogni aspetto del rapporto con l’uomo”.

“Nel 1991 nel nostro paese fu fatta la legge quadro n. 281, e un’altra, altrettanto importante fu promulgata nel 2004 per vietare il combattimento tra animali. Ma cio’ purtroppo non e’ ancora sufficiente. Da molto tempo – conclude – vediamo scorrere davanti agli occhi una lunga, raccapricciante sequela di orrori, di animali feriti, maltrattati e spesso uccisi nei modi piu’ atroci. Cio’ mi ha portato a riflettere su tutti quei grandi pensatori, da Pitagora a Plutarco, da Leonardo da Vinci a Montaigne, a Voltaire, che fin dall’antichita’ hanno speso parole e azioni a favore degli animali, riconoscendo loro il ruolo di compagni di vita a cui si deve rispetto. (AGI)

Com/Mav