TERREMOTO: VIGILI FUOCO (UIL-FVG),PIU’ ATTENZIONE PER SFOLLATI

(AGI) – Trieste, 28 ago. – La situazione de l’Aquila appare drammatica. ‘Gli sforzi compiuti dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, una volta rimossi i corpi dalle macerie, si sono concentrati nella messa in sicurezza del patrimonio storico, dando particolare rilievo a quello religioso – continua Bevilacqua -. ‘Novanta strutture ecclesiali sono state e sono accudite e protette dai guanti dei nostri Vigili. Le televisioni urlano al prodigioso miracolo statale, frutto del sudore di tanti Vigili, che nella pochezza dei loro mezzi (le colonne Mobili risalgono agli anni ‘80) hanno compiuto e stanno compiendo il loro lavoro. Ci si domanda se tutto cio’ e’ sufficiente per risanare una citta’; se, oltre alla sacrosanta necessita’ di proteggere il patrimonio storico, non sarebbe stato anche necessario dedicare gli stessi sforzi per la messa in sicurezza delle abitazioni gravemente lesionate, in modo da poter permettere l’accesso a quelle integre. Una risposta logica forse non esiste, di certo la nostra sensazione e’ che lo Stato, abbia tralasciato gli aspetti di vitale sopravvivenza, in favore di qualcosa che potesse innalzare a gloria il suo gestore’. A parlare sono gli sguardi degli sfollati, le voci delle continue morti di anziani e i sentimenti dei Vigili del Fuoco, che si sentono soli, abbandonati dallo Stato, che non si sa neppure quando li paghera’. ‘Noi Vigili del Fuoco siamo abituati, in silenzio, a veder scorrere gli eventi. Tra adrenalina e volonta’ compiamo, da molto, il nostro dovere. Ma oggi non si puo’ e non si deve star piu’ zitti – conclude il coordinatore regionale della Uil. ‘Anche noi, dobbiamo trovar la forza di richiamare l’attenzione sulle reali condizioni della sicurezza antropica nazionale. E non siamo i soli a dirlo. Lo dicono le incongruenze dettate dalla confusione che esiste tra volontariato e professionismo. Lo dicono le incongruenze che esistono nel notevole spiegamento di mezzi: inutili se mal coordinati. Lo dicono i continui sperperi di uno Stato, che sembra quasi non essere in grado di pagare nemmeno se stesso’. (AGI)

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