TUMORI: DA AIOM E FAVO OSSERVATORIO SU DISPARITA’ TRA REGIONI

(AGI) – Milano, 11 ott. – Un osservatorio sulle difformita’, un monitoraggio permanente sulle disparita’ esistenti tra le regioni italiane in termini di sanita’, qualita’ e accesso alle prestazioni. L’iniziativa ideata e condivisa da Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato oncologico) e Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), alla quale hanno aderito i radioterapisti, l’Inps, l’Aifa e il Sistema Informativo sanitario, ha l’obiettivo di individuare con continuita’ le storture assistenzili della sanita’ italiana per impedire che si protragga l’anomalia che fa dipendere dal luogo di residenza una diversa offerta di terapie mediche e farmacologiche. Alla base dell’Osservatorio permamente sulle disparita’ asistenziali c’e', come ha spiegato questa mattina a Milano, dove si sta svolgendo il Congresso di oncologia medica, il presidente dell’Aiom, Francesco Boccardo, la volonta’ di “mantenere un rapporto costante con la societa’ civile e con i decisori, ovvero i politici e gli amministratori, tanto al livello centrale che locale”. Un dettaglio delle differenze che permangono tra zone del nostro Paese e’ stato presentato questa mattina e chiarisce ancora una volta come le punte di criticita’ si registrino maggiormente al Sud. “E’ un fatto innegabile – ha notato il presidente eletto dell’Aiom, Carmelo Iacono – che al Sud c’e’ stata una mancata capacita’ di spesa. Le risorse c’erano e non sono state impiegate adeguatamente. Ora pero’ le risorse sono limitatee questo non puo’ che accelerare il divario”. Ma se resta un fatto la disomogeneita’ sanitaria, Boccardo ha anche qualcosa da dire a proposito del diffuso fenomeno del turismo sanitario: “le migrazioni – ha sottolineato – a volte sono giustificate perche’ ci sono risorse disponibili soltanto in alcune zone. A volte pero’ non hanno giustificazioni se non il rispondere a logiche di mercato. L’aziendalizzazione si basa su logiche dell’offerta e non della domanda mentre in sanita’ il mercato dovrebbe essere regolato soltanto sulla domanda. I viaggi della speranza – ha concluso – non sempre portano risultati. Anzi, spesso sono controproducenti”. (AGI)

Red/Cli