ECONOMIA: STUDENTI UMBRI, MEGLIO ALTRUISMO CHE MERCATO

(AGI) – Perugia, 23 ott. – L’economia e’ una scienza “triste”, perche’, in ultima istanza, vi prevale l’egoismo e l’interesse personale. Molto meglio il donare, il donarsi, perche’ il dono e’ l’altruismo, e l’altruismo migliora i legami sociali, agevola l’economia, l’organizzazione dell’impresa, ed alla fine anche il benessere individuale. Altruismo contro mercato, dunque, e vince l’altruismo. A sostenerlo gran parte degli studenti di economia, intervistati per la ricerca ‘L’interpretazione dello spirito del dono’, frutto di una convenzione fra il dipartimento di Economia, Finanza e Statistica dell’Universita’ di Perugia e l’assessorato alle Politiche sociali della Regione Umbria. “E’ un risultato veramente sorprendente”, ha commentato Alain Caille’, professore di Sociologia all’Universita’ di Parigi-Nanterre, padre del pensiero “non utilitarista” e ieri a Perugia per la presentazione della ricerca, curata da Pierluigi Grasselli e Cristina Montesi. “E’ singolare che siano proprio gli studenti di economia – ha sottolineato Caille’ – ad avere una concezione del dono totalmente antieconomica. E sono proprio loro a stabilire una prossimita’ fra l’homo oeconomicus e la concezione disinteressata. Emerge dalla ricerca una urgenza a ritrovare il senso del dono che e’ stato represso e rimosso dalla moderna societa’ economica, e a fondarlo su basi democratiche”. Esponente di spicco della critica radicale all’”economia utilitaristica” Caille’ ha ribadito la necessita’ di rifondare la teoria economica, sulla base di un paradigma semplice da opporre al dominante paradigma economico: il paradigma del dono che – ha spiegato Caille’ – deve diventare un “paradigma del politico”, un paradigma “dell’associazione e della riconoscenza”, che e’ quello presente nel “volontariato moderno” e nel ruolo dell’associazionismo, che non ragiona dal punto di vista dello stato, ma da quello della societa’, dell’”economia civile” in cui possa pienamente svilupparsi “la capacita’ di donare”. L’indagine si e’ basata su un questionario distribuito a 96 studenti di economia a Terni e Perugia (75 femmine e 21 maschi), cui e’ stato chiesto di scegliere tra 46 proposizioni, che meglio rispecchiassero la loro concezione dell’attivita’ donativa, per poter cogliere la loro “interpretazione dello spirito del dono”. “Il nostro scopo – hanno detto gli autori – era sia quello di sensibilizzare i giovani sulla tematica del dono, sia quello di far emergere un paradigma alternativo all’individualismo selvaggio del libero mercato e alla burocrazia statale, per sottolineare il valore della famiglia, degli amici, delle comunita’, del volontariato e delle organizzazioni no-profit, e per dare cittadinanza ad una nozione di razionalita’ diversa da quella strumentale dell’economia tradizionale”. (AGI)

Cli/Pg