(AGI) – Roma, 15 gen. – Rieti, Lecce, Ascoli Piceno e altre piccole province del Centro sono le realta’ territoriali che guadagnerebbero piu’ posizioni nel passaggio dalla tradizionale classifica del Valore Aggiunto a quella piu’ innovativa e sperimentale riguardante il “Benessere Interno Lordo”. Forli’ Cesena capeggerebbe la classifica. Diversamente, le piu’ “penalizzate” sarebbero Roma e le grandi aree del Nord. Questi sono alcuni dei principali risultati di una ricerca condotta dal Centro Studi Sintesi di Venezia.
Il calcolo del Bil risponde alla necessita’ di fondo di valutare un territorio non solo sulla base della ricchezza prodotta, ma anche attraverso altri indicatori in grado di descrivere piu’ in generale il benessere e la qualita’ della vita. Il Centro Studi Sintesi ha cercato di rispondere parzialmente a questa esigenza elaborando un indicatore sperimentale con l’obiettivi di classificare le province italiane in base a parametri qualitativi. Prendendo spunto dalle indicazioni del Rapporto Stiglitz che ha individuato otto aree di analisi, sono stati utilizzati altrettanti indicatori quali speranza di vita alla nascita, tasso di iscrizione universitaria, spesa procapite per spettacoli, affluenza alle urne, carbon intensity, numero di furti e rapine, organizzazioni di volontariato e ricchezza economica.
Il risultato ottenuto pone le province di Forli’ Cesena, Ravenna e Firenze ai primi posti della classifica del Bil, mentre Siracusa, Caltanissetta e Napoli si collocano in fondo alla graduatoria. Con questa metodologia alternativa la provincia di Rieti guadagnerebbe ben 54 posizioni passando dal 72° posto nella classifica tradizionale del Valore Aggiunto al 18° posto nel rank del Bil. A seguire Lecce (+53 posizioni), Ascoli Piceno (+50) e Pesaro Urbino (+47). Meno avvantaggiate dalla nuova filosofia di calcolo sono invece Roma (che perde 74 posizioni), Torino (-53) e Venezia (-51). A queste si aggiunge anche la provincia di Bolzano (-77), penalizzata da un apparente basso livello di iscrizione universitaria dei giovani probabilmente dovuto alla vicinanza con gli istituti oltreconfine.
“Nel nuovo assetto globale sara’ sempre piu’ opportuno parlare di benessere e qualita’ della vita andando oltre la tradizionale e rigida misurazione della ricchezza economica prodotta da un territorio”, affermano i ricercatori del Centro Studi Sintesi. “Su questo terreno dovranno essere valutate le azioni e le politiche della collettivita’, intesa sia come istituzione pubblica, sia come societa’ civile. Per queste ragioni e’ necessario investire nello sviluppo di nuove metodologie in grado di stimare degli indicatori tesi a misurare il reale benessere di una societa’; un possibile percorso potrebbe riguardare l’elaborazione mirata di un panel selezionato di indicatori statistici oggettivi e condivisi”. (AGI) Mau