(AGI) – Roma, 29 gen. – “Quello dei diritti negati dei conviventi e’ un mito da sfatare, una leggenda metropolitana alimentata ad arte, in modo strumentale, funzionale al disegno ideologico perseguito scientificamente da forze che, in nome del relativismo etico e dell’individualismo, del nichilismo libertario, vogliono sovvertire la concezione naturale, tradizionale e costituzionale della famiglia”. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di AN per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell’esecutivo politico nazionale del partito. “Quanti sanno, per esempio, -chiede Pedrizzi- che, in base al nostro attuale ordinamento giuridico, il convivente puo’ subentrare al partner nel contratto di locazione (legge 392/78)? Che, comunque, si puo’ prendere in affitto un appartamento a doppio nome? Che il convivente puo’ fare visita al partner in carcere? Che puo’ ottenere un risarcimento in caso di un suo decesso per incidente? Addirittura, che puo’ venire risarcito quando viene lasciato, se questo determina una particolare sofferenza?”. “Per non parlare del fatto -prosegue l’esponente di AN- che e’ possibile andare da un avvocato civilista o da un notaio a cointestare un appartamento, a sottoscrivere un accordo previsto dal codice civile o dal diritto privato, a stilare e depositare un testamento olografo, lasciandosi vicendevolmente un’eredita’ (e d’altra parte rivendicare dei diritti, reclamare un’eventuale eredita’, in mancanza di un testamento olografo, senza un’esplicita segnalazione nel testamento, sarebbe una pretesa bella e buona: significherebbe andare contro la volonta’ del testatore)”. “E anche su questioni particolari agitate ad arte perche’ “strappacore”, come ad esempio la possibilita’ di assistere il partner malato, -rileva ancora Pedrizzi- non e’ vero che vi siano degli impedimenti. Basta indicare formalmente da chi si vuole essere assistiti e qualsivoglia struttura sanitaria, statale o non statale, laica o religiosa, consente questa possibilita’. Infatti stiamo ancora aspettando il nome di una struttura sanitaria che si sia rifiutata di far assistere un malato dal suo compagno”. “Quanto alla pensione di reversibilita’, -aggiunge l’esponente di AN- estenderla anche ai conviventi avrebbe costi insostenibili per le casse dello Stato, aprirebbe la porta ad enormi rischi di abusi e farebbe sorgere problemi di compatibilita’ con i membri della famiglia legittima, che sarebbero di ben difficile soluzione. Le cose, infatti, sono molto piu’ complesse di quello che si vorrebbe far credere. Se uno si sposa, ha un figlio, si separa e va a convivere, -conclude Pedrizzi- sua moglie e suo figlio avranno meno diritti della sua nuova o del suo nuovo partner?”. (AGI)
Red