GIUSTIZIA CIVILE: ANM E AVVOCATI, IMPEGNO PER PROCESSI RAPIDI
martedì, febbraio 20th, 2007(AGI) – Roma, 20 feb. – Un processo “veloce e giusto”. E’ l’obiettivo che, assieme, si prefiggono magistrati ed avvocati, anche per “sfatare cio’ che la classe politica cavalca – ha rilevato Maurizio Cecconi, segretario dell’Organismo unitario dell’Avvocatura – ossia che magistratura e avvocati non riescono ad avere una progettualita’ comune”. Il tema sara’ domani al centro di un convegno, dal titolo ‘Organizzazione della giustizia civile e ruolo dell’avvocatura’, che si svolgera’ nell’Aula magna della Corte d’appello di Roma.
Tra i punti in esame, quello di migliorare l’organizzazione nel campo civile, mettendo in atto protocolli di udienze e prassi concordate per processi piu’ rapidi: “il problema della giustizia civile – ha affermato Mario Suriano, componente della Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati – e’ legato alla durata dei processi. Questo ci trova concordi nel denunciare la carenza di risorse umane e beni e nel criticare gli assetti processuali che fanno si’ che le cause finiscano impelagate in questioni di rito”.
Un processo giusto, dunque, “che consenta a noi di lavorare serenamente – ha auspicato l’avvocato Paolo Chersevani, vicepresidente dell’Unione nazionale Camere civili – poiche’ il ‘rimbalzo’ di riti ci crea difficolta’ e distoglie i magistrati dall’applicazione del diritto sostanziale”. Il processo civile e’ ancora vivo, ha aggiunto, “grazie alla buona volonta’” di avvocati e toghe che “riescono ad affrontare problemi a differenza del legislatore”.
Alcuni tribunali, primo tra tutti quello di Torino, e’ riuscito a far diminuire l’arretrato, cosi’ come registrato anche a Roma e Napoli: “il cittadino deve vedere – ha sottolineato Pasquale D’Ascola, magistrato di Cassazione – che la giustizia e’ una macchina fatta funzionale a suo servizio e non creare meccanismi di diffidenza”. Serve dunque “semplificare i riti e unificarli – ha rilevato l’avvocato del foro di Roma Fabrizio Gizzi – e proseguire le prassi virtuose e dare un segnale forte alla classe politica e al legislatore perche’ alcune riforme non possono essere fatte sulla pelle di professionisti della giustizia”. Alla politica, quindi, l’appello “di guardare in basso e chiederci – ha concluso l’avvocato Chersevani – consigli anche di carattere pratico”. (AGI)
Oll
