FISCO: 5 PER MILLE, ESCLUSI PER ERRORE 20% ENTI VOLONTARIATO
venerdì, settembre 26th, 2008(AGI) – Roma, 26 set. – Nel 2006 (l’ultimo anno per il quale si abbiano i dati definitivi) sono 5.609 le organizzazioni di volontariato escluse dal contributo del cinque per mille per errori formali: in pratica, risulterebbero cancellati dagli elenchi dei beneficiari il 20% di tutti gli iscritti tra onlus, volontariato, associazioni e fondazioni, per una somma valutabile nell’ordine dei 16 milioni di euro.
La denuncia arriva da CSVnet, il Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, che ha deciso di “sostenere i ricorsi delle organizzazioni di volontariato: con questa esclusione – spiegano i responsabili – e’ stata di fatto cancellata la preferenza data da 644.052 contribuenti nel momento della dichiarazione dei redditi”.
“Si tratta – lamentano – di una situazione grave che riguarda sia le organizzazioni sociali sia i cittadini che hanno dato loro fiducia, scegliendole come destinatarie del contributo. Per questo CSVnet, dopo aver appoggiato negli scorsi mesi un’istanza di autotutela sottoscritta da centinaia di organizzazioni, che non ha avuto alcun riscontro da parte del governo, ha deciso di scrivere ai ministeri e alle istituzioni competenti (ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, ministero dell’Economia e Finanze e Agenzia delle Entrate) per chiedere loro un intervento urgente che porti alla riammissione delle organizzazioni escluse”.
“La mancata convalida degli enti che si sono iscritti alle liste del 5 per mille e hanno commesso solo errori formali – rincara la dose il presidente di CSVnet, Marco Granelli – rappresenta la lesione di un diritto soggettivo. In mancanza di atti che risolvano il problema ci attiveremo per tutelare le organizzazioni di volontariato sostenendole nell’azione giudiziaria collettiva”.
Nel frattempo CSVnet sta offrendo alle organizzazioni di volontariato il coordinamento necessario per la raccolta dei dati necessari per predisporre l’azione legale. “Confidiamo – conclude Granelli – che le forze politiche e di governo riconsiderino le posizioni delle organizzazioni che sono state cancellate dall’elenco del 5 per mille per mere ragioni formali, dovute senza dubbio alla confusione generata dall’avvio di una misura nuova e innovativa, che rappresenta un importante sostegno all’azione del volontariato, oltre che una scelta ben precisa dei contribuenti cui e’ giusto tenere fede”. (AGI)
Bas
