SCONCERTO LAV PER DICHIARAZIONI PM TERAMO SU CANI RANDAGI
giovedì, maggio 21st, 2009(AGI) – Roma, 21 Mag. – Grande sconcerto viene espresso dalla LAV alla notizia secondo cui il sostituto procuratore di Teramo David Mancini paventerebbe che chi da’ da mangiare ai cani randagi, anche senza portarli a casa, ne diventi proprietario e quindi possa essere citato come responsabile in sede civile qualora si verificassero dei problemi con gli animali.
“L’ipotesi sostenuta dal sostituto procuratore – si legge uin una indignata nota della organizzazione animalista – e’ fuorviante e crea inutile allarmismo: i cani randagi sono del sindaco, in base al Codice Civile, e non dei cittadini che sostituendosi alle Istituzioni se ne prendono cura. Sono numerose le Leggi e le Ordinanze Ministeriali che pongono in capo ai Comuni la responsabilita’ degli animali vaganti sul proprio territorio – dichiara Ilaria Innocenti del settore Cani e Gatti della LAV – ci domandiamo sulla base di cosa il sostituto procuratore Mancini abbia formulato questa discutibile teoria che rischia di creare grande confusione”.
Sul tema – ricorda la LAV – si e’ espresso, peraltro recentemente, anche il TAR della Puglia che riconosce – a ragione – come il divieto si somministrare cibo possa incidere sulle condizioni di sopravvivenza degli animali, e come “la mancanza di cibo puo’ comportare un peggioramento delle condizioni degli animali, tale da determinare una perdita dell’abitudine del contatto con le persone ed una contestuale, specie con riferimento ai cani randagi, predisposizione ad aggregarsi in branco creando cosi’ un reale pericolo per la cittadinanza”.
La LAV contesta quindi che se una persona alimenta i randagi ne diventi proprietario. “Questo non e’ ammissibile, sul punto la normativa e’ chiara”. La LAV invita pertanto i privati cittadini che curano randagi a non allarmarsi, ne’ a farsi condizionare da una simile teoria, anche perche’ simili prese di posizione sono pericolose anche per la tutela dell’incolumita’ pubblica. Gli animali se non curati, alimentati e socializzati corrono il rischio di sviluppare diffidenza nei confronti delle persone e persino comportamenti antisociali con conseguenze pericolose anche per l’uomo.(AGI)
Red/Aaa
