AGRICOLTURA: PD, MINISTRO ZAIA RITIRI ‘CODICE’, E’ SOLO UN BLUFF
lunedì, gennaio 25th, 2010(AGI) – Roma, 25 gen. – “A conclusione delle audizioni che le Commissioni agricoltura della Camera e del Senato hanno promosso sullo schema del decreto legislativo recante “Riordino della normativa sull’attivita’ agricola”, chiediamo, nell’interesse del mondo agricolo, al Ministro Zaia e al Governo, di assumere responsabilmente la decisione di ritirare la proposta del Codice Agricolo e di promuovere efficaci iniziative per coinvolgere ed ascoltare le organizzazioni agricole ed ittiche. Siamo convinti che solo a partire dal diretto coinvolgimento degli attori delle filiere agricole e della Conferenza Stato-Regioni e’ possibile elaborare un Codice Agricolo utile per il necessario rilancio dell’agricoltura e dell’ agroalimentare italiano”. Lo affermano, in una nota stampa, i parlamentari del Partito Democratico Nicodemo Oliverio ed Leana Pignedoli, capigruppo rispettivamente in Commissione Agricoltura della Camera e del Senato. “La semplificazione della normativa vigente – aggiungono gli esponenti del Pd – e’ questione fondamentale per il sistema delle imprese agricole del Paese. In piu’ occasioni il Partito Democratico, interpretando le giuste esigenze del mondo agricolo, ha manifestato la necessita’ di mettere mani alla semplificazione della normativa, per unificare le norme vigenti, per ridurre il complesso della stessa normativa e per porre rimedio alle tante norme in contrasto tra loro. Lo schema predisposto dal Governo ed esaminato dalle Commissioni e’ particolarmente lontano da questi obiettivi. Il Ministro Zaia si e’ presentato in Parlamento con una proposta di Codice Agricolo raffazzonato: un mero e disordinato accorpamento di norme. L’articolato, inoltre, appare orientato da una logica di vera e propria riformulazione della normativa agricola, piu’ che da un riordino della stessa; esso opera una sorta di delegificazione per la quale sarebbe necessaria, in assenza della legge di semplificazione annuale, una specifica autorizzazione. La normativa risulta, pertanto, pesante, con molte omissioni e piena di errori anche materiali e, arbitrariamente, sceglie tra soluzioni giurisprudenziali diverse, modificando addirittura le disposizioni vigenti. Si tratta, in effetti – rilevano i due parlamentari del Pd Oliverio e Pignedoli – di un tentativo di semplificazione normativa che ingloba in maniera incoerente e disordinata una pluralita’ di fonti, che vanno dal codice civile a leggi speciali, fino a singoli interventi previsti dalle leggi finanziarie o da altre leggi. Entrando nel merito, la proposta di Codice Agricolo presenta numerosi profili problematici, contenendo in molti casi una diversa formulazione della norma originaria; in altri vengono riprodotti disposizioni in precedenza abrogate o estranee al contesto normativo agricolo”. (AGI) Red/Ros (Segue)
